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⭐️Newsletter di P. Livio - 19 Giugno 2019⭐️

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MIRJANA 
2 Giugno 2019 

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Cari figli, 
soltanto un cuore puro ed aperto farà sì che conosciate davvero mio Figlio, e che tutti quelli che non conoscono il suo amore lo conoscano per mezzo di voi. Solo l’amore farà sì che comprendiate che esso è più forte della morte, perché il vero amore ha vinto la morte ed ha fatto in modo che la morte non esista. Figli miei, il perdono è una forma eccelsa d’amore. Voi, come apostoli del mio amore, dovete pregare per essere forti nello spirito e poter comprendere e perdonare. Voi, apostoli del mio amore, con la comprensione ed il perdono, date esempio d’amore e di misericordia. Riuscire a comprendere e perdonare è un dono per cui si deve pregare e di cui si deve aver cura. Col perdono voi mostrate di saper amare. Guardate, figli miei, come il Padre Celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e giustizia. Come vi dà me, la Madre dei vostri cuori. Ed ecco: sono qui in mezzo a voi per benedirvi con la materna benedizione; per invitarvi alla preghiera e al digiuno; per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto di amare senza limiti. Figli miei, seguitemi! La mia via è la via della pace e dell’amore, la via di mio Figlio. È la via che porta al trionfo del mio Cuore. Vi ringrazio!”.


Commento di P. Livio al messaggio della Regina della Pace 

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Questo messaggio, come ogni messaggio del due del mese, è molto intenso e ricco.

È come straripante dal Cuore della Madre!

Alla Madonna sta molto a cuore entrare subito nel vivo del messaggio che è un inno all'amore e poi alla fine colloca la sua missione di Madre che è quella di portarci a suo Figlio e attraverso suo Figlio alla vita eterna.

“Cari figli, soltanto un cuore puro ed aperto farà sì che conosciate davvero mio Figlio”. L'amore di cui parla la Madonna è un amore così grande che neanche possiamo immaginarlo, intuirlo, questo amore è l'Amore di Dio!

È Dio stesso, Dio è Amore, l'Amore è Dio! È l'Amore del Padre, del Figlio, che sono un dono d'amore che è lo Spirito Santo.

Conosciamo questo amore purificando, aprendo, dilatando il nostro cuore, “dovete avere un cuore puro, un cuore aperto, dovete entrare in intimità con mio Figlio, accostando il vostro cuore al suo Cuore, allora piano piano potrete conoscere l'amore di cui io vi parlo, che è l’amore che segretamente desiderate”, perché tutti noi desideriamo un amore puro, infinito ed eterno, ma troviamo sempre lungo la nostra strada amori limitati e molto spesso dei falsi amori.

“E che tutti quelli che non conoscono il suo amore lo conoscano per mezzo di voi”. È chiaro che non possiamo far conoscere Gesù, il suo Amore agli altri, se non lo abbiamo sperimentato.

Solamente sperimentandolo se ne può parlare con entusiasmo, con umiltà, solamente sperimentandolo se ne può parlare donandolo.

Allora comprendiamo che questo Amore è più forte della morte: “Solo l’amore farà sì che comprendiate che esso è più forte della morte,

perché il vero amore ha vinto la morte ed ha fatto in modo che la morte non esista”.Gesù è morto per amore e risorto a vita immortale e dona a noi questa vittoria, la vittoria dell'amore sulla morte!

È così grande questo Amore, che fa sì che la morte non esista!

La morte di cui parla la Madonna è prima di tutto la morte spirituale, quella del peccato mortale, quella della perdizione eterna.

Per un cristiano la morte è un abbraccio con Cristo, che si può già realizzare nella fede in questa vita, specialmente ricevendo la Santa Comunione, nella quale riceviamo Cristo Risorto.

La Madonna ci invita a conoscere questo Amore; poi ci dirà più avanti, parlando del digiunoe della preghiera, in che modo dobbiamo dilatare il cuore, renderlo puro, renderlo aperto e sincero.

Poi comincia la seconda parte del messaggio e cioè che la più alta forma d'Amore è il perdono: “Figli miei, il perdono è una forma eccelsa d’amore”.

L’amore di Dio ha inviato il Figlio il quale ha portato su di sé i peccati del mondo, li ha espiati e, apparendo agli Apostoli nel Cenacolo, il Risorto ci dà lo Spirito Santo per la remissione e il perdono dei peccati.

È come se noi avessimo un debito impagabile e qualcuno ce lo ha pagato. Gesù lo ha pagato andando sulla Croce e dall'alto della Croce ha detto: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Questo perdono riguarda i peccati che fanno tutti gli uomini!

“Voi, come apostoli del mio amore, dovete pregare per essere forti nello spirito e poter comprendere e perdonare”.

Noi non amiamo se non perdoniamo e per capire questo dobbiamo guardare Gesù crocefisso, al suo perdono sulla Croce, al perdono che ci ha donato attraverso il Sacramento della Penitenza.

L’amore del Padre ha inviato il Figlio per cancellare i peccati del mondo e ha fatto sì che la sua giustizia diventasse misericordia. E' chiaro che se noi rifiutiamo la sua misericordia, i nostri peccati restano e ci portano alla morte eterna.

Essendo stati perdonati, non possiamo non perdonare gli altri, manifestando comprensione verso le mancanze altrui, i torti subiti, le ingiustizie, le offese, perché molte volte gli altri sono trascinati dal maligno.

Anche a noi potrebbe capitare, e magari è capitato, di essere aizzati dal maligno, di essere degli zimbelli nelle sue mani; come è capitato a noi, potrebbe capitare anche a loro.

Come Dio ha avuto pietà di noi e come gli altri hanno avuto pietà di noi, noi dobbiamo essere comprensivi nei confronti degli altri e perdonare.

Questo ovviamente ha una dinamica che deve maturare nell'intimo del   cuore, ha bisogno di un tempo ed è una conquista, è il frutto della preghiera, è una grazia che bisogna chiedere.Il perdono non è "un colpo di telecomando" ma è una vittoria, è una contemplazione dell'Amore del Padre, è fare agli altri quello che il Padre ha fatto a noi.

Non commettiamo l'errore di coltivare il risentimento e l'odio, perché conserviamo il veleno di satana nel nostro cuore.

Se non possiamo manifestare il perdono per gli altri perché ci sono tante circostanze, perché il perdono diventi qualcosa di vero ed una vera riconciliazione, è necessario il miracolo nei cuori.

Bisogna chiedere questo miracolo, desiderarlo, coltivando la disponibilità alla riconciliazione e pregando per le persone che ci hanno offeso, come Gesù e come tutti i martiri che hanno pregato per i loro persecutori; all’origine di ogni persecuzione c’è satana.

“Voi, apostoli del mio amore, con la comprensione ed il perdono, date esempio d’amore e di misericordia. Riuscire a comprendere e perdonare è un dono per cui si deve pregare e di cui si deve aver cura”.

Dobbiamo sradicare l'impulso del risentimento, “di farla pagare”, dobbiamo arrivare alla compassione per chi, usato da satana, ci ha fatto del male.

Pregare per quelli che ci hanno fatto del male è la cosa più bella che possiamo fare, poi saremo noi con i nostri approcci ad aprire il cuore degli altri.

Molte volte uno avanza proposte di perdono e trova l'altro che risponde con le parolacce, questo capita spesso, ma noi dobbiamo invece usare un'altra tattica, noi sappiamo che la grazia tocca i cuori e che la grazia si ottiene con la preghiera.

Con la preghiera possiamo disporre il cuore degli altri al perdono, perché è un dono di grazia.“Col perdono voi mostrate di saper amare”.

Nella terza parte del messaggio la Madonna parla della sua missione: “Guardate, figli miei, come il Padre Celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e giustizia. Come vi dà me, la Madre dei vostri cuori”. L'Amore del Padre Celeste si manifesta nel perdono e si manifesta anche nel fatto che ha inviato Lei come Madre dei nostri cuori.

La sua presenza qui per così tanto tempo, con così tanti messaggi, non è qualcosa che dobbiamo sopportare con curiosità.

La Madonna ci dice: “io sono qui da così tanto tempo, con così tanta pazienza per voi, perché il Padre Celeste vi ama e mi invia presso di voi”.

Poi precisa la sua missione “Ed ecco: sono qui in mezzo a voi per benedirvi con la materna benedizione; per invitarvi alla preghiera e al digiuno; attraverso la preghiera e il digiuno, attraverso la rinuncia alle cose effimere, attraverso la rinuncia al male, tagliando la radice dei vizi, con la preghiera e il digiuno ci avviciniamo a Gesù, al suo Cuore, comprendiamo il suo immenso Amore grazie al quale noi resuscitiamo a vita nuova, alla gloriosa resurrezione di Cristo!

“Per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto di amare senza limiti”. “Sono qui non per celebrare me stessa, ma perché avete bisogno, perché siete sballottati da satana sciolto dalle catene, sono qui per invitarvi alla preghiera e al digiuno, sono qui per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto son qui per dirvi di amare senza limiti”.

E poi conclude: “Figli miei, seguitemi!”

Se la Madonna è qui, seguiamola! È qui, ci indica la strada, lasciamoci prendere per mano. Lo dico con umiltà, quelli che oggi non si fanno prendere per mano dalla Madonna, più facilmente perdono la strada e satana li inganna.

“La mia via è la via della pace e dell’amore, la via di mio Figlio. È la via che porta al trionfo del mio Cuore. Vi ringrazio!”

Questa che è l’ultima apparizione della Madonna sulla terra ci condurrà al trionfo del suo Cuore Immacolato che consiste nel fatto che gran parte dell'umanità accoglierà suo Figlio Gesù.

La pace nel mondo non è un progetto umano.

Il trionfo del Cuore Immacolato è l'accoglienza dell'umanità di quel Cuore che trabocca di Amore per tutti gli uomini, anche per quelli che lo hanno crocefisso.

Con questo ringraziamo la Madonna, perché ci guida, ci nutre, ci unisce, ci vuole bene, ci manifesta l'Amore del Padre Celeste, ci porta alla vittoria: la vittoria del bene, la vittoria di Cristo, la vittoria dell'Amore!



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Radio Maria, successo senza soldi pubblici

di Marino Longoni – Italia Oggi, 19 Giugno 2019

Il dibattito di questi giorni sul finanziamento di Radio Radicale ha fatto spesso riferimento alla peculiarità di questa emittente che, a differenza di tutte le altre testate radio-televisive, non ha, per scelta, entrate pubblicitarie, ma vive di contributi pubblici, fornendo in cambio un servizio approfondito di informazione politico-parlamentare.

C'è solo un'altra radio, in Italia, che non accetta pubblicità, ed è Radio Maria. Ma, a differenza di Radio radicale, si finanzia esclusivamente con le donazioni dei suoi ascoltatori. Una formula unica nel panorama dei media Italiani, che ha permesso a Radio Maria di trasformarsi da una modestissima emittente locale in una delle radio più seguite, dotata di un numero di ripetitori addirittura superiore a quelli della Rai, in grado di raggiungere anche le più sperdute località. Nel corso degli anni questa realtà si è addirittura internazionalizzata con la creazione di un network presente in 75 paesi di tutti i continenti, con 81 emittenti che trasmettono nelle lingue e, in alcuni casi, nei dialetti locali.

Ha dell'incredibile che una realtà, partita da una modestissima emittente locale di Erba (Como), negli anni 80, pur in un panorama di crisi generale dei grandi mezzi di informazione, ha continuato a espandersi, nonostante un palinsesto fatto di rosari, messe, dibattiti culturali, poca informazione, molti interventi degli ascoltatori, inframmezzati da musica esclusivamente religiosa, trasmessa senza troppa cura, tanto che la maggior parte dei brani vengono interrotti prima della fine (come dire, a noi della musica non importa nulla). Con un'organizzazione affidata a pochissimi dipendenti (si contano sulle dita delle mani) e 20 mila volontari. E tuttavia raggiunge ogni giorno 30 milioni di ascoltatori.

Una realtà aliena. Eppure esiste. Il suo segreto? A differenza di gran parte delle altre radio (e dei media in generale), Radio Maria non ha l'obiettivo di distrarre l'ascoltatore ma quello di dare un senso al suo dolore. Alla sua fatica di vivere. Non è un caso che sia molto seguita da malati, anziani, carcerati, persone sole. Gli ascoltatori non vengono rimpinzati con messaggi pubblicitari, banalità, luoghi comuni, ma trovano un ambiente nel quale la loro sofferenza ha un valore e una dignità.


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