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Newsletter di RadioMaria

Newsletter di P. Livio - 8 marzo 2018 

 

“Vi parlo: perché non volete vedere i segni”

Editoriale di P. Livio in homepage www.radiomaria.it
 
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Cari amici,
il tema dominante del messaggio della Regina della pace è ancora una volta l’amore. La Madonna vuole prepararci a vivere la Pasqua contemplando l’amore di Dio che si è manifestato al mondo nei giorni della Passione. E’ l’amore del Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito; è l’amore del Figlio che ha redento il mondo col suo doloroso sacrificio.
 
E’ l’amore della Madre che è stata con Lui nel dolore e nella sofferenza. Anche noi dobbiamo partecipare a questo evento di grazia accettando con fede le croci della vita perché “il dolore, vissuto e offerto a Dio, eleva”. La Madonna, con voce accorata, ci rivolge una domanda: “Io vi parlo, perché non volete vedere i segni?”. Di quali segni si tratta, che noi non vediamo perché non vogliamo vederli? Si tratta della Passione che si rinnova nel nostro tempo, nel corpo di Cristo che è la Chiesa.
 
Non vediamo lo scatenamento dell’impero delle tenebre, che vuole riprendersi il mondo redento da Cristo, perseguitando la Chiesa e scuotendo la sua fede.
 
Soprattutto non vediamo l’immenso amore di Dio che ha inviato la Madre in nostro soccorso, per parlarci, per insegnarci, per sostenerci nella lotta e per guidarci alla vittoria. La Madonna è qui, nell’ora della prova, per aiutare la Chiesa, come già fece con gli apostoli durante la Passione e ci chiede di pregare molto per la Chiesa e per i suoi ministri, nostri Pastori , affinché sia come Gesù la desidera: “ limpida come acqua di sorgente e piena di amore”.
 
Vostro Padre Livio
 


Messaggio della Regina della Pace a Mirjana del 2 Marzo 2018
 
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“Cari figli
grandi cose ha fatto in me il Padre Celeste, come le fa in tutti quelli che lo amano teneramente e fedelmente e devotamente lo servono. Figli miei, il Padre Celeste vi ama e per il suo amore io sono qui con voi. Vi parlo: perché non volete vedere i segni? Con lui è tutto più semplice: anche il dolore, vissuto con lui, è più lieve, perché c’è la fede. La fede aiuta nel dolore, mentre il dolore senza fede porta alla disperazione. Il dolore vissuto ed offerto a Dio, eleva. Mio Figlio non ha forse redento il mondo per mezzo del suo doloroso sacrificio? Io, come sua Madre, nel dolore e nella sofferenza sono stata con lui, come sono con tutti voi. Figli miei, sono con voi nella vita: nel dolore e nella sofferenza, nella gioia e nell’amore. Perciò abbiate speranza: la speranza fa sì che si comprenda che qui sta la vita. Figli miei, io vi parlo; la mia voce parla alla vostra anima, il mio Cuore parla al vostro cuore. Apostoli del mio amore, oh quanto vi ama il mio Cuore materno! Quante cose desidero insegnarvi! Quanto il mio Cuore desidera che siate completi, ma potrete esserlo soltanto quando in voi saranno uniti l’anima, il corpo e l’amore. Come miei figli vi chiedo: pregate molto per la Chiesa e per i suoi ministri, i vostri pastori, affinché la Chiesa sia come mio Figlio la desidera: limpida come acqua di sorgente e piena d’amore.
Vi ringrazio.”

 
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Messaggio della Regina della pace a Marija di Medjugorje del 25 febbraio 2018
 
"Cari figli,
in questo tempo di grazia vi invito tutti ad aprirvi e a vivere i comandamenti che Dio vi ha dato affinché, attraverso i sacramenti, vi guidino sulla via della conversione.
Il mondo e le tentazioni del mondo vi provano; voi, figlioli, guardate le creature di Dio che nella bellezza e nell'umiltà Lui vi ha dato, ed amate Dio, figlioli, sopra ogni cosa e Lui vi guiderà sulla via della salvezza.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

 Commento al messaggio a cura di P. Livio
 
Vorrei non dare per scontata questa espressione: “Cari figli”, tipica dei messaggi di Medjugorje.
La Madonna si manifesta come Madre, Madre della Chiesa, Madre dell'intera umanità, Madre di ciascuno di noi, perché attraverso l'Apostolo Giovanni tutti gli uomini Le sono stati affidati.
 
La Madonna è qui per aiutare l'umanità in questo passaggio difficile della sua storia, in cui la potenza del male sta sviando gli uomini, in cui l'impero delle tenebre vuole distruggere perfino il pianeta sul quale esistiamo.
 
Lasciamo che il nostro cuore sussulti, nel sentire che la Madonna ci chiama “Cari figli”.
 
“In questo tempo di grazia”: è il tempo che va dalla prima alla seconda venuta di Cristo, in cui splende il sole di Cristo Risorto.
 
Anche la Quaresima è un tempo di grazia speciale.
 
La Chiesa in penitenza si prepara alla Pasqua, affrontando, come Gesù nel deserto, le tentazioni e le seduzioni del nemico che attacca anche ognuno di noi.
 
“Vi invito tutti ad aprirvi”; la Madonna ci invita ad uscire dal nostro io, non per aprirci al mondo, ma per aprirci a Dio e far entrare Dio nella nostra mente, nei nostri pensieri, nei nostri desideri, nel nostro cuore.
 
Aprirsi a Dio nel silenzio, nella mortificazione del nostro io, per ascoltare la Sua voce, il Suo invito, la Sua grazia, per sperimentare il Suo amore, “e a vivere i comandamenti che Dio vi ha dato”.
 
Nel Natale del 2012, la Madonna è apparsa col Bambino Gesù. Quel giorno il Bambino Gesù si elevò dal braccio della Madonna e con voce autorevole e tonante disse: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”; sono i Suoi comandamenti, i comandamenti di Dio!
 
Dio ha impresso i comandamenti nella nostra coscienza, nella nostra mente, nella nostra anima, in modo indelebile, tutti li possono conoscere se non lasciano che gli occhi vengano accecati e che la coscienza venga soffocata.
 
Poi Dio li ha incisi sulla pietra, dandoli a Mosè, perché avessero anche un'espressione visibile e così non li dimenticassimo.
 
Vorrei invitare i parroci e i catechisti a insegnare i comandamenti ai bambini i quali non sanno neanche cosa sono, non sanno cosa sono i sacramenti, eppure li portiamo alla prima Comunione e alla Cresima.
 
Approfittiamo di questo tempo di Quaresima per fare una bella visitazione ai dieci comandamenti e a confrontarci con ognuno di essi, perché saremo giudicati sui comandamenti e se amiamo il prossimo come noi stessi.
 
“Vivere i comandamenti che Dio vi ha dato affinché, attraverso i sacramenti, vi guidino sulla via della conversione”. La Madonna ci ha detto che per vivere i comandamenti, ci vogliono i sacramenti.
 
Una persona, senza la Grazia di Dio, non può vivere i comandamenti, non ci riesce, almeno in modo stabile e duraturo, per cui ha bisogno dei sacramenti; in particolare dei due sacramenti del cammino quotidiano della vita cristiana che sono la Confessione e la Comunione.
 
La Confessione ci dà la Grazia santificante, se siamo in peccato mortale, o aumenta la Grazia se siamo in peccati veniali e soprattutto l'Eucarestia che è la fonte di Grazia di tutti i sacramenti.
 
Seguendo le indicazioni dei comandamenti siamo sicuri di camminare sulla via della santità. La Grazia dei sacramenti ci dà la forza di andare avanti.
 
“Il mondo e le tentazioni del mondo vi provano”. La Quaresima è il tempo delle tentazioni, come lo è stato per Gesù.
 
Il mondo ci attira, ci trasmette le sue malattie spirituali, il suo egoismo, le sue passioni, le sue seduzioni, attraverso le quali il diavolo vuole impossessarsi di noi.
 
Dio le permette per vedere la nostra fedeltà, per metterci alla prova, e perché attraverso il combattimento spirituale e la Confessione - se cadiamo nella tentazione - attraverso la rinuncia ai vari vizi, attraverso il “No” alle seduzioni, noi possiamo uscire vittoriosi dal combattimento spirituale, iniziare con la Pasqua una vita nuova e risorgere con Cristo.
 
La Confessione non ha molto valore, se dopo ricominciamo la vita di prima.
 
È come se, dopo che il medico ci ha guarito, per una vita disordinata, ricadessimo negli stessi sbagli.
Poi di malattia in malattia si va verso la morte.
 
La Madonna ci dice di essere combattivi nelle tentazioni per uscire vittoriosi dalle prove che fortificano.
 
“Voi, figlioli, guardate le creature di Dio che nella bellezza e nell'umiltà Lui vi ha dato”. Ovviamente si possono pensare tante cose.
 
La Madonna non di rado ci ha parlato dei fiori di primavera, fiori che sbucano dalla neve, quasi ad indicare la conversione, usciti dall’inverno del peccato, dall’inverno delle passioni. Gesù stesso ci ha detto: “guardate i gigli del campo che sono vestiti dal Padre Celeste”. (Matteo, 6,28)
 
Forse, queste creature belle ed umili sono anche le persone che Dio ha messo vicino a noi, piccole, umili, che profumano di spiritualità, di santità irradiante che illumina il mondo e lo profuma del buon odore di Cristo.
 
E quindi attraverso l’invito della natura, l’invito delle persone - piccoli fiori che sorridono al sole - “anche voi apritevi ed amate Dio, figlioli, sopra ogni cosa e Lui vi guiderà sulla via della salvezza”.
 
Come ha detto una volta la Madonna, è come quando in una stanza buia accendiamo un fiammifero, anche se non fa la luce di una lampadina, ci permette di muoverci in quella stanza, ci orientiamo, già vediamo le cose, già sappiamo dov’è la porta, ecc.
 
Così se noi siamo delle piccole luci in questo mondo, gli altri cominciano a vedere qualcosa, cominciano a capire che stanno girando in un labirinto senza uscita, vedono le serpi che strisciano per terra, perché si è accesa una piccola luce.
 
La Madonna nel messaggio del 2 giugno 2015 ha detto: “non abbiate paura di testimoniare la Verità. Se voi non temete e testimoniate con coraggio, la Verità trionferà miracolosamente”.
 
Il bene ha una forza irradiante che nessuno può fermare.
 
Noi dobbiamo essere i portatori della verità e dell’amore che vengono dal Cuore di Gesù affinché le persone dominate da satana comincino a sperare e a vedere quello che prima non potevano vedere.
 
Ringraziamo la Madonna che ci sta vicino, ci illumina, ci conforta, ci aiuta nel combattimento spirituale.
 
Andiamo avanti con coraggio sulla via di Dio che è faticosa e impegnativa, ma che lascia tanta pace nel cuore.
 

 
Citazioni da: i messaggi della Regina della Pace
 
“Con il digiuno e la preghiera potrete ottenere tutto ciò che chiedete”. (25 ottobre 1983)
 
“Cari figli, vi invito a pregare e a digiunare per la pace nel mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è quello a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L’elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno”. (21 luglio 1982)
 
“Rimanete saldi nella fede, digiunate e pregate! Io sarò sempre accanto a voi, ad ogni vostro passo”. (16 novembre 1981)
 
“Per la guarigione dei malati è necessaria una fede salda, una preghiera perseverante accompagnata dall’offerta di digiuni e sacrifici. Non posso aiutare coloro che non pregano e non fanno sacrifici. Anche quelli che sono in buona salute devono pregare e digiunare per i malati. Quanto più credete fermamente e digiunate per la stessa intenzione di guarigione, tanto più saranno grandi la grazia e la misericordia di Dio. È bene pregare imponendo le mani sui malati ed è bene anche ungerli con olio benedetto. Non tutti i sacerdoti hanno il dono di guarire: per risvegliare questo dono il sacerdote deve pregare con perseveranza, digiunare e credere fermamente”. (18 agosto 1982)
 
“Cari figli, oggi vi invito a rinnovare la preghiera e il digiuno con ancora più entusiasmo, affinché la preghiera diventi gioia per voi. Figlioli, chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male. Vi ripeto ancora una volta: solo con la preghiera e il digiuno anche le guerre si possono fermare, le guerre della vostra incredulità e della paura per il futuro. Sono con voi e vi insegno figlioli: in Dio è la vostra pace e la vostra speranza. Per questo avvicinatevi a Dio e metteteLo al primo posto nella vostra vita”. (25 gennaio 2001)
 
“Cari figli, anche oggi desidero invitarvi a prendere e vivere sul serio i messaggi che vi do. A causa vostra sono restata così a lungo per aiutarvi a mettere in pratica tutti i messaggi che io vi do. Vivete con amore verso di me tutti i messaggi che io vi do”. (30 ottobre 1986)
 

 
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(foto del 2° giornalino marzo/aprile 2018)
 

 
In uscita per voi “I SANTI GIOVANI”
di P. Livio (edizioni Sugarco)
 
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Nell’innumerevole schiera dei santi di tutti i tempi,
colpisce la presenza di giovani e giovanissimi che, impostando la vita come dono, con l’aiuto della grazia divina hanno fatto fiorire un giardino di virtù nei pochi anni della loro esistenza terrena.
Non è un ideale impossibile, ma un compito semplice, oltre che una chiamata universale: a tutti è richiesto infatti di accogliere la chiamata di Dio, il solo che può realmente realizzare la nostra vita.
 
Cosa possono dire a un giovane di oggi nomi apparentemente lontani nel tempo come Tarcisio, Luigi Gonzaga, Imelda Lambertini, Domenico Savio, Gemma Galgani o Maria Goretti? I loro nomi si inseriscono in una lunga schiera di giovani che giunge fino ai giorni nostri con Piergiorgio Frassati e Chiara Luce Badano, a dimostrare che la santità non conosce limiti di età.
 
Nell’inevitabile differenza di tempi e contesti, culturali e geografici, i santi giovani mostrano che seguire Cristo lascia una scia di luce che irradia a distanza di secoli. Hanno vissuto pochi anni secondo il mondo, ma sono vivi e attivi più che mai nell’eternità, come fari che illuminano la strada a ogni giovane che si confronta con le grandi domande della vita. Attraverso le loro biografie possiamo scoprire una luce che illumina quel vuoto di senso tipico del nostro tempo. È la luce di Cristo, il grande amore che ha reso questi ragazzi delle fiaccole accese nella notte, che ora risplendono in una catena di amicizia che travalica i secoli e li lega a tanti loro coetanei, i quali proprio adesso vivono la fase, spesso difficile, delle grandi decisioni dell’esistenza.
 

 
L'eroismo delle origini. I primi tre anni a Medjugorje
di P. Livio con Diego Manetti
 
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Il flusso di fedeli e pellegrini a Medjugorje ha continuato a crescere, oltrepassando il totale di 2 milioni e mezzo all'anno; le conversioni sono numerosissime, oltre 400 i casi di guarigioni inspiegabili accuratamente documentati, circa 600 vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. Per esprimersi sul fenomeno nel suo complesso, padre Livio invita a guardare ai frutti e al seme di quest'albero miracoloso, che ormai ha esteso i suoi rami fino ai confini del mondo.
E, per guardare al seme, occorre andare alle origini, individuando un periodo iniziale che possa essere oggetto di indagine approfondita. Se tale inchiesta condurrà a un esito positivo, vorrà dire che, oltre ai buoni frutti, anche il seme da cui quest'albero è sorto è in sé buono, e ciò permetterà, forse, di potersi ragionevolmente esprimere in maniera positiva sulla credibilità delle apparizioni di Medjugorje nel loro complesso.
 
 
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