I

Newsletter di RadioMaria

Newsletter di P. Livio - 28 Febbraio 2018 

 

Maria madre sempre presente 
Editoriale di P. Livio, 24 Febbraio 2018
L'immagine può contenere: 2 persone

Cari amici,

alcuni dicono che i vangeli parlino relativamente poco della Madonna. 
Si tratta di una affermazione inconsistente, perché la Parola di Dio non si può misurare col criterio della quantità. 
Ciò che invece colpisce è il fatto che Maria, pur con la discrezione che caratterizza la sua persona, è sempre presente nei momenti fondamentali della vita di Gesù e della Chiesa. 
La Madonna partecipa da protagonista ai grandi appuntamenti della redenzione. 
Svolge il suo compito di madre assicurando sempre la sua presenza, quando questa è necessaria. 
Lei sa quando il suo dovere materno la chiama e non si fa aspettare. 
Ad ogni evento della vita di Gesù vediamo la Madre al suo fianco, attenta e consapevole del suo compito. 
La stessa cosa possiamo affermare della vita bimillenaria della Chiesa, la cui traversata, nell’oceano tempestoso della storia, ha avuto nella Madonna la stella fulgente che l’ha guidata. 
Ma se ognuno di noi guarda alla sua vita con gli occhi della fede, si renderà conto che Maria gli era vicina nei momenti cruciali. Nella traversata tempestosa della storia la Chiesa non deve mai temere. 
La Madonna non l’ha mai abbandonata a se stessa e mai l’abbandonerà. 
Quando la barca di Pietro sembra affondare sotto la furia dei marosi, ecco che Maria si fa presente con le sue apparizioni. In particolare Maria è presente oggi, più attiva e sollecita che mai. 
Come potrebbe la Regina del cielo e della terra abbandonare a se stessa la Chiesa, quando il drago, sciolto dalle catene, vorrebbe distruggerla e portare l’intera umanità alla rovina?

Vostro Padre Livio


L'immagine può contenere: 1 persona, nuvola e cielo

Messaggio a Marija del 25 Febbraio 2018


"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti ad aprirvi e a vivere i comandamenti che Dio vi ha dato affinché, attraverso i sacramenti, vi guidino sulla via della conversione. Il mondo e le tentazioni del mondo vi provano; voi, figlioli, guardate le creature di Dio che nella bellezza e nell'umiltà Lui vi ha dato, ed amate Dio, figlioli, sopra ogni cosa e Lui vi guiderà sulla via della salvezza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Ascolta il commento al messaggio a cura di P. Livio
http://www.radiomaria.it/archivio.aspx?cat=6eb7fe12-a65a-4d37-aa0d-7ac162854f84

L'immagine può contenere: 1 persona, schermo e primo piano

 ascolta la telefonata tra Marija e P. Livio del 25 febbraio
http://www.radiomaria.it/archivio.aspx?cat=6eb7fe12-a65a-4d37-aa0d-7ac162854f84

 

L'immagine può contenere: una o più persone 

I sette passi sulla via della pace

Dopo aver considerato la bellezza e gli effetti mirabili della confessione, è necessario delineare in cammino che ci introduca nel cuore di questo sacramento. 
E’ un cammino da percorrere in sette passi successivi. I primi due, che si devono considerare una preparazione remota, sono la preghiera e l’esame di coscienza. 
Gli altri cinque, che costituiscono il cuore del sacramento, sono il dolore di aver offeso Dio, il proponimento di non peccare più, l’accusa dei propri peccati, l’assoluzione del sacerdote  e infine la penitenza. 
Si tratta di un itinerario interiore che può richiedere anche un tempo non breve di maturazione. Il protagonista è il cuore che si apre a Dio e alla sua grazia, al fine di ottenere il perdono e la pace. E’ importante arrivare davanti al confessore già preparati, dopo aver fatto l’esame di coscienza e aver espresso al Signore  il proprio dolore e il proposito di correggersi. 


La fede ti farà da la lampada che ti consentirà di arrivare felicemente al termine della strada senza inciampare.
Prima di incominciare il tuo esame di coscienza, raccogliti in preghiera e chiedi a Dio la luce necessaria. Infatti è la grazia che ci aiuta a vedere i peccati, anche i più riposti e a evitare le forme di autoinganno e di autogiustificazione. L’uomo infatti, che pure ha l’occhio pronto a vedere i peccati altrui, è piuttosto restio a riconoscere i propri. In particolare nella preghiera davanti al Crocifisso si contempla la divina misericordia che si china sul nostro male per guarirlo. Nella preghiera non solo si vedono i peccati, ma anche la radice che li genera. E’ la radice dell’incredulità e del disamore. Se essa non viene identificata e sradicata la confessione non produce effetti duraturi. La preghiera non solo apre il cammino della confessione, ma ne è la logica conclusione. All’inizio è una preghiera di invocazione, alla fine di ringraziamento. Grazie alla preghiera tutto l’itinerario penitenziale viene compiuto alla presenza dell’Amore misericordioso.

 

L’esame di coscienza “è una diligente ricerca dei peccati che si sono commessi, dopo l’ultima confessione ben fatta” (Catechismo di S. Pio X). Esso ti sarà più facile se ogni sera, prima di coricarti, rifletterai  sulla tua giornata alla luce di Dio, chiedendo il perdono e formulando il proposito per il giorno dopo. Nell’esame di coscienza devi “richiamare diligentemente alla memoria, innanzi a Dio, tutti i peccati commessi, non mai confessati, in pensieri, parole, azioni e omissioni, contro i comandamenti di Dio e della Chiesa e gli obblighi del proprio stato” (Catechismo di S. Pio X). In particolare è necessario mettere a fuoco tutti i peccati mortali, perché essi devono essere confessati, precisandone per quanto possibile il numero. Una coscienza sensibile mette a fuoco anche i peccati veniali, impegnandosi ad eliminarli, anche se non è necessario confessarli tutti. Passa in rassegna, uno per uno, i dieci comandamenti e i sette vizi capitali. Ti aiuterà a portare a galla il male che si è depositato nel fondo dell’anima.

           
Se prenderai consapevolezza dei tuoi peccati davanti al Crocifisso, non ti sarà difficile provare un profondo dolore per averlo offeso e gli chiederai di cuore perdono, detestando sinceramente il male compiuto. Il dolore perfetto, o contrizione, che nasce dalla considerazione dell’infinita bontà di Dio in paragone al nostro disamore, ha l’effetto mirabile di ottenerci il perdono divino e la grazia santificante, purché includa  la volontà di confessarsi. Chiedilo ogni giorno nella preghiera, cosi conserverai l’anima sempre pronta per il momento del giudizio. Il dolore imperfetto o attrizione, nasce dal timore del castigo e dalla stessa bruttezza del peccato. Esso è sufficiente per ricevere l’assoluzione del sacerdote, ma solo la carità, cioè l’amore di Dio sopra ogni cosa, dà la forza per non ricadere di nuovo nei soliti peccati. Senza un sincero dolore dei peccati, perfetto o imperfetto che sia, “la confessione non vale, perché il dolore è la cosa più importante di tutte” ( Catechismo di S. Pio X).

            
Il dolore dei peccati è autentico se è seguito dalla ferma decisione di cambiare vita. “Il proponimento consiste in una volontà risoluta di non commettere mai più il peccato e di usare tutti i mezzi necessari per fuggirlo” ( Catechismo di S. Pio X). Esso riguarda tutti i peccati mortali commessi o che si potrebbero commettere. Comprende anche la volontà di fuggire le occasioni pericolose e di distruggere le cattive abitudini che si sono contratte cadendo nei medesimi peccati. E’ la fermezza  del proponimento che fa progredire nel cammino spirituale. Se la confessione si  conclude con un proposito concreto, diventa uno strumento  efficace nel cammino di santità.          
Dopo essersi preparati con l’esame di coscienza, il dolore e il proposito, viene il momento dell’accusa dei peccati davanti al confessore, al fine di averne l’assoluzione. “ Siamo obbligati a confessarci di tutti i peccati mortali; è bene però confessare anche i veniali” (Catechismo di S. Pio X).  L’accusa deve essere umile, senza alterigia e senza scuse; deve essere intera, cioè comprendere tutti i peccati mortali commessi dopo l’ultima confessione ben fatta e dei quali di ha consapevolezza e indicare le circostanze che li aggravano e li moltiplicano; deve essere sincera, cioè dichiarare i peccati quali sono, senza scusarli, diminuirli o accrescerli; deve essere prudente, usando termini improntati a modestia e riservatezza,  evitando di rivelare i peccati degli altri; deve essere breve, evitando di dire al confessore cose inutili.

            
Se uno non è certo di aver commesso un peccato, non è obbligato a confessarsene. Se uno ha il dubbio se l’abbia confessato o meno, non è parimenti obbligato a confessarsene. Chi ha taciuto per dimenticanza un peccato mortale, la confessione vale, ma deve dichiararlo alla prossima confessione.   “Colui che per vergogna o per qualche altro motivo tace colpevolmente qualche peccato mortale in confessione, profana il sacramento e perciò ci fa reo di un gravissimo sacrilegio” (Catechismo di S. Pio X). Deve perciò esporre al confessore il peccato taciuto e rifare la confessione dall’ultima ben fatta. Compiuta l’accusa dei peccati, bisogna ascoltare con rispetto quello che dice il confessore e, se necessario, chiedere qualche consiglio per  progredire nel proprio cammino spirituale.

           
Quando ci sono le disposizioni richieste dalla dignità del sacramento, il confessore impartisce  l’assoluzione in nome di Gesù. Tuttavia, quando esse mancano, può differirla o negarla. Ma ciò non deve indurre allo scoraggiamento o al risentimento. Piuttosto  deve considerare umilmente la sua situazione spirituale e mettersi quanto prima nella condizione di poterla ricevere.

            
“ La penitenza sacramentale è uno degli atti del penitente, col quale egli dà un qualche risarcimento alla giustizia di Dio per i peccati commessi, eseguendo quelle opere che il confessore gli impone…. La penitenza viene data perché d’ordinario, dopo l’assoluzione sacramentale che rimette la colpa e la pena eterna, resta una pena temporale da scontarsi in questo mondo o nel purgatorio…Le opere di penitenza si possono ridurre a tre specie: alla preghiera, al digiuno, alla elemosina” ( Catechismo di S. Pio X). Dopo la confessione il penitente “ se ha danneggiato ingiustamente il prossimo nella roba o nell’onore, o se gli ha dato scandalo, deve per quanto gli è possibile al più presto restituirgli la roba, riparare l’onore e rimediare allo scandalo” (Catechismo di S. Pio X).

            
Al termine di queste sette passi, abbiamo ottenuto il perdono di Dio e la sua rinnovata amicizia, la grazia santificante, la pace della coscienza, la speranza della vita eterna e una grazia speciale nel combattimento spirituale. Da morti che eravamo siamo ritornati in vita. Dio ci chiede solo un po’ di buona volontà per donarci le sue inesauribili ricchezze.

Tratto da  “La Confessione” - di Padre Livio (Edizioni Sugarco)

 

 

In uscita per voi ”I SANTI GIOVANI”
di P. Livio (edizioni Sugarco)

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS


Nell’innumerevole schiera dei santi di tutti i tempi, 
colpisce la presenza di giovani e giovanissimi che, impostando la vita come dono, con l’aiuto della grazia divina hanno fatto fiorire un giardino di virtù nei pochi anni della loro esistenza terrena. Non è un ideale impossibile, ma un compito semplice, oltre che una chiamata universale: a tutti è richiesto infatti di accogliere la chiamata di Dio, il solo che può realmente realizzare la nostra vita.

Cosa possono dire a un giovane di oggi nomi apparentemente lontani nel tempo come Tarcisio, Luigi Gonzaga, Imelda Lambertini, Domenico Savio, Gemma Galgani o Maria Goretti? I loro nomi si inseriscono in una lunga schiera di giovani che giunge fino ai giorni nostri con Piergiorgio Frassati e Chiara Luce Badano, a dimostrare che la santità non conosce limiti di età.
Nell’inevitabile differenza di tempi e contesti, culturali e geografici, i santi giovani mostrano che seguire Cristo lascia una scia di luce che irradia a distanza di secoli. Hanno vissuto pochi anni secondo il mondo, ma sono vivi e attivi più che mai nell’eternità, come fari che illuminano la strada a ogni giovane che si confronta con le grandi domande della vita. Attraverso le loro biografie possiamo scoprire una luce che illumina quel vuoto di senso tipico del nostro tempo. È la luce di Cristo, il grande amore che ha reso questi ragazzi delle fiaccole accese nella notte, che ora risplendono in una catena di amicizia che travalica i secoli e li lega a tanti loro coetanei, i quali proprio adesso vivono la fase, spesso difficile, delle grandi decisioni dell’esistenza.

 L'immagine può contenere: cielo, sMS e spazio all'aperto

L'eroismo delle origini. I primi tre anni a Medjugorje

di P. Livio con Diego Manetti

Dopo oltre 36 anni, la Regina della Pace continua ad apparire a Medjugorje. O, almeno, così asseriscono i sei veggenti che, dal 1981, hanno visto la Madonna decine di migliaia di volte e che, nel frattempo, sono cresciuti, si sono sposati, sono diventati genitori. Il flusso di fedeli e pellegrini ha continuato a crescere, oltrepassando il totale di 2 milioni e mezzo all'anno; le conversioni sono numerosissime, oltre 400 i casi di guarigioni inspiegabili accuratamente documentati, circa 600 vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. Per esprimersi sul fenomeno nel suo complesso, padre Livio invita a guardare ai frutti e al seme di quest'albero miracoloso, che ormai ha esteso i suoi rami fino ai confini del mondo.

E, per guardare al seme, occorre andare alle origini, individuando un periodo iniziale che possa essere oggetto di indagine approfondita. Se tale inchiesta condurrà a un esito positivo, vorrà dire che, oltre ai buoni frutti, anche il seme da cui quest'albero è sorto è in sé buono, e ciò permetterà, forse, di potersi ragionevolmente esprimere in maniera positiva sulla credibilità delle apparizioni di Medjugorje nel loro complesso.

TROVI TUTTI I LIBRI I P. LIVIO AI NOSTRI UFFICI:

telefona allo 031-610600
scrivi info.ita@radiomaria.org
visita il nostro catalogo online www.radiomaria.it

Nessun testo alternativo automatico disponibile.   alla prossima newsletter!

 



   

CERCHI QUALCOSA?

Contenuti Medjugorje

RADIO MARIA E IL PAPA

Notizie dal mondo della chiesa

Le nostre preghiere

Devozioni, Coroncine, Novene, Suppliche

Risultati immagini per DEVOZIONI SUPPLICHE




notizie radio vaticana

Ricerca Collaboratori

Se vuoi collaborare con noi clicca qui

Radio Maria - Via Milano 12, 20036 Erba (CO) - CF 94023530150 - info.ita@radiomaria.org

Privacy | Mappa del sito | Versione stampabile | Entra | © 2008 - 2019 Radio Maria | Powered by WFRM