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Newsletter di RadioMaria

Newsletter di P. Livio - 28 Aprile 2018 

 

«La pace del cuore è il messaggio fondamentale di Medjugorje: è la certezza che Dio ci ama».

Il cuore desidera la pace, ma non sa dove cercarla e come conseguirla, quasi fosse una chimera irraggiungibile. Non mancano tuttavia persone che hanno scoperto questo tesoro prezioso e aiutano gli altri a trovarlo. Chi vive dentro di sé la pace sa che non vi è nulla di più desiderabile sulla terra.

La Regina della pace, nei suoi materni messaggi, non si stanca di ripetere che non basta aspirare alla pace per ottenerla. Nessun uomo, per quanto si dia da fare, riesce a farla propria. La pace è un dono che viene da Dio, come una sorgente d'acqua viva alla quale ogni cuore può liberamente attingere. Dio è la fonte della pace, perché lui solo ci ama incondizionatamente e solo da lui può venire il perdono. Ciò che tormenta l'uomo è il rimorso per il male compiuto, il senso profondo di una responsabilità tradita verso il bene. È impossibile vivere in pace se si è complici del maligno.

In questa appassionata meditazione sugli ultimi messaggi di Medjugorje, padre Livio suggerisce il primo passo verso una progressiva riconquista della pace del cuore: ritornare al Dio dell'amore con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente. Solo così si sperimenta la dolcezza di Dio, l'abbraccio della sua infinita tenerezza.


 *Presentazione*  

La pace è il dono più grande di cui ha bisogno l’umanità, dilaniata da due guerre mondiali e sempre più esposta al pericolo di autodistruzione. Nel medesimo tempo è il bisogno più profondo che sale dai cuori inquieti e insoddisfatti di una vita vuota e in balìa dell’effimero. La pace è ciò che il cuore desidera, afferma la Regina della pace, ma non sa dove cercarla e come conseguirla. Tuttavia non è una chimera irraggiungibile. Non mancano persone che hanno scoperto il tesoro prezioso della pace e aiutano gli altri a trovarlo. Chi vive dentro di sé la pace, sa che non vi è nulla di più prezioso e di più desiderabile sulla terra. Chi trova la pace scopre la gioia di vivere anche in mezzo alle tribolazioni. Non basta desiderare la pace per conseguirla. Nessun uomo, per quanto si dia da fare, riesce a farla propria. La pace è un dono che viene da Dio, come una sorgente d’acqua viva, alla quale ogni cuore può liberamente attingere. Dio è la fonte della pace perché solo da lui può venire il perdono dei peccati. Ciò che tormenta l’uomo è il peccato, che si è insinuato nel suo intimo e che avvelena la sua vita. È impossibile vivere in pace se si è complici del male. Il primo passo verso la pace è la decisione di convertirsi e di ritornare al Dio della pace e dell’amore. Solo allora si sperimenta la dolcezza della pace divina, alla quale nulla è paragonabile sulla terra. La pace è un lungo cammino, che esige la purifi cazione costante del cuore e la vigilanza contro le insidie del nemico. Le labbra riarse debbono essere instancabili nel protendersi verso l’unica fonte che le disseta. Ogni cuore deve divenire lui stesso una sorgente inesauribile, alla quale i compagni di viaggio possano dissetarsi. Con la propria pace si diffonde la pace intorno a sé, nelle proprie famiglie e nei propri contesti di vita, in modo tale che la pace diventi un fi ume che inonda il mondo. Ogni cuore che fa vincere la pace dentro di sé, rafforza la speranza per un mondo migliore. La pace del cuore è il messaggio fondamentale di Medjugorje, dove la Santa Vergine si presenta come Regina della pace. Tutti i messaggi, la fede, la preghiera, la conversione, sono orientati all’accoglienza di Gesù, Re della pace. L’obiettivo di questo libro è di aiutare a conseguire la pace del cuore, tracciando un cammino di purificazione interiore. La Madonna promette che, se gli uomini apriranno i cuori al Re della pace, questo secolo sarà un secolo di prosperità e di pace.   


*Capitolo 1* - L’INQUIETUDINE ESISTENZIALE 

Hai mai avuto momenti della tua vita nei quali ti sei sentito contento dentro e hai sperimentato una pienezza oltre ogni aspettativa? Si tratta di frammenti di luce fuggitivi, che non sei riuscito a trattenere e si sono dileguati nella dimenticanza. Invano cerchi di rievocarli per poter assaporare di nuovo una dolcezza che aveva fatto trasalire il cuore. L’inquietudine ha ripreso il sopravvento e tu, come un mendicante, bussi a ogni porta che trovi per ritrovare quell’istante magico. Ci sono momenti particolari nella vita in cui la pace non è una chimera, ma un dono inaspettato. Non lasciarli cadere nell’oblio come se fossero stati un’illusione passeggera. Riportali alla superficie, quando nel cuore prendono il sopravvento le acque torbide, perché la pace è possibile ed è ciò che il cuore desidera al di sopra di ogni altra cosa. Trovare persone che sono in pace è cosa rara, ma la loro presenza accende la speranza. Quando le incontri, ti rendi conto che hanno realizzato ciò che desideri per te stesso. Sono persone come te, fragili ed esposte alle intemperie della vita. Anch’esse hanno vagato qua e là, inquiete e insoddisfatte, come relitti in balìa delle onde. Se loro hanno trovato la pace, significa che l’impresa è alla tua portata. Stando vicino ad esse, senti la pace che irradia soave, come una forza benefica che penetra nel cuore. Il volto, lo sguardo, il sorriso, la parola cantano la melodia della pace nel frastuono del mondo. Qual è il segreto della loro vita? Con quale chiave hanno aperto la porta misteriosa della pace? L’uomo non nasce in pace. Al contrario è affetto da un’inquietudine endemica che non riesce a placare. La sua bocca è sempre affamata, le sue labbra perennemente assetate, il cuore mai soddisfatto. È sempre alla ricerca di un tesoro che non trova, di una pienezza che gli sfugge, di una meta dove piantare la sua tenda. È un pellegrino che ogni giorno percorre un tratto di cammino. Al mattino si alza scrutando l’orizzonte, nella speranza che un evento imprevisto gli cambi la vita. Quelli che incrocia lungo la strada sono nella sua stessa condizione: stanchi, inquieti e scontenti. La vita è il cammino tribolato dell’insoddisfazione perenne, delle illusioni che si dissolvono, delle delusioni che si affastellano. Alla sera l’amarezza prende il sopravvento, mentre la speranza si affi evolisce e la stanchezza paralizza. Il cuore inquieto prepara notti insonni. È in quei momenti che la voglia di pace si fa più forte e ti domandi dove dovresti cercare, immaginando che esista un luogo dove fi nalmente dissetare le labbra inaridite. Caro amico, quel luogo esiste, ma non è lontano da te. Non devi affaticarti per andare a cercarlo. È dentro di te, dove si agita l’inquietudine, che devi scavare, perché sgorghi l’acqua pura e fresca capace di dissetarti. Incomincia a chiederti il perché della tua insopprimibile inquietudine. Metti a fuoco i desideri che salgono dal profondo e che sono la spinta che ti rimette ogni giorno in cammino. Che cosa cerchi quando passi come una farfalla di fi ore in fi ore, attratto dalla loro fugace bellezza? Non vi è nulla di quello che trovi che riesca ad appagarti. L’ef- fi mero è una sorgente alla quale non potrai mai dissetarti, per quanto ti sforzi di attingere le labbra. Vi è sempre una sproporzione fra i tuoi desideri e ciò che trovi lungo il cammino. Nel cuore c’è una fame che nessun cibo può placare e una sete che nessuna bevanda può soddisfare. Metti bene a fuoco questa realtà dell’esistenza umana, alla quale nessuno può sfuggire. Solo così potrai evitare l’errore di dissipare il tempo della vita cercando dove non puoi trovare. La tua inquietudine nasce dall’abisso incolmabile fra ciò che desideri e ciò che il mondo ti offre. Prendine atto con realismo e decidi di cambiare una strada che si perde nel nulla. Rientra in te stesso e metti a fuoco la natura delle tue tendenze più profonde. Sotto la coltre delle passioni che ti agitano, si aprono abissi di luce, da dove salgono le aspirazioni più nobili. Gusterai la pace solo quando le avrai soddisfatte. È dentro di te che devi concentrare le tue ricerche. Forse ti meravigli che, riflettendo sulla pace, non mi soffermo sullo spettacolo di violenza e di morte che la storia umana ci mette sotto gli occhi, a partire da Caino fi no ai nostri giorni. L’uomo, creato per amare, si perverte facilmente nel suo contrario e diventa un lupo nei confronti dei suoi fratelli. La guerra, in tutte le sue proliferazioni, è un virus inarrestabile, che si rafforza a ogni generazione. La follia umana della violenza ha creato armi sempre più distruttive, fi no a mettere a rischio il futuro stesso dell’umanità. Come le onde agitate dell’oceano, le guerre si abbattono sulle moltitudini inermi, senza che nessuno abbia la forza di fermarle. Che cosa fare per arrestare la carneficina che assedia l’uomo fin dal momento del concepimento? Da che parte guardare per cercare un soccorso? Dove mettere mano per arginare l’incendio devastatore? Inevitabilmente la violenza chiama la violenza. I cuori si accendono di odio, gli occhi si offuscano e, nella cecità del furore, non si vede più nulla e nessuno. È nel cuore dell’uomo che va costruita la pace. Nessuno può sostituirti in questo compito primario della vita, che il Dio della pace ha affidato alla tua responsabilità. Se nel cuore dell’uomo non c’è la pace, non ci sarà neppure nelle famiglie e nella società. È necessario andare all’origine del veleno che il serpente antico ha iniettato nel cuore dell’uomo, mettendolo in guerra contro Dio e contro i propri simili. Quando l’uomo è inquieto e senza pace, inutilmente si guarda intorno, cercando qualcuno sul quale puntare il dito accusatore. Tu stesso sei causa della tua inquietudine, delle tue insofferenze, delle tue esplosioni d’ira, delle tue vendette e dell’odio che tracima dal tuo cuore, infestando ciò che ti sta intorno. Nel mondo non c’è la pace, perché gli uomini non sono in pace con se stessi. Desiderano la pace, ma non sanno da dove incominciare. Moltiplicano iniziative in sé lodevoli, ma i loro cuori sono agitati. Caro amico, tieni ben fermo che porta la luce chi è luminoso, porta il bene chi è buono, porta la pace chi è in pace. La pace regnerà sulla terra quando avrà conquistato il cuore dei suoi abitanti. Interrogati sulla inquietudine che agita i tuoi sonni, che ti riempie di amarezza al risveglio e che ti rende aggressivo nel corso della giornata. Medita sulle parole immortali di sant’Agostino che esclama: «Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te» (Conf. 1,1). La pace è il riposo del cuore. Quando possiamo dire che il nostro cuore riposa, senza desiderare più nulla? Questo è l’interrogativo cruciale sul quale l’uomo gioca la sua vita e la speranza della felicità. Se cederai all’illusione che l’effimero possa soddisfare la tua fame e la tua sete, non gusterai mai quella pace che supera ogni aspettativa e l’inquietudine ti accompagnerà fino all’ultimo dei tuoi giorni. È andando oltre, là dove Dio regna, che troverai la pace che non ha fine.  




   

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